venerdì 29 luglio 2022

MUTE D'ACCENTO

 

Foto di Stefano Vaja

MUTE D’ACCENTO

il nuovo progetto teatrale a cura di Festina Lente Teatro e Vagamonde

realizzato con il contributo di Fondazione Cariparma:

un laboratorio teatrale, due conversazioni filosofiche

e il debutto dello spettacolo commissione di Verdi OFF in prima assoluta

il 15 e 16 ottobre 2022, a Galleria San Ludovico a Parma


Pensare in modo diverso il potere, un potere che non sia dominante ma condiviso e dove le donne non abbiano un ruolo marginale. Da questa premessa nasce il progetto teatrale “Mute d’accento” a cura di Festina Lente Teatro e Vagamonde, realizzato con il contributo di Fondazione Cariparma, composto da un laboratorio teatrale, da due conversazioni filosofiche, l’8 e il 26 settembre, e dallo spettacolo, che porta il titolo del progetto, diretto da Andreina Garella, con le ambientazioni di Mario Fontanini e le musiche di scena di Ailem Carvajal, creato per Verdi OFF, che debutterà in prima assoluta il 15 e 16 ottobre alla Galleria San Ludovico.

Mute d'accento” intende indagare i rapporti umani nella loro relazione con il potere, privilegiando i pensieri e le visioni delle donne che per troppo tempo sono state messe a tacere, rese mute, anche se non è facile ridurre una donna al silenzio. Attraverso le azioni del progetto sinergiche le une alle altre, si cercherà di acquisire una maggiore coscienza dei pregiudizi e dei tabù che attraversano tutte le culture e società e che spesso conducono, con valenze diverse, al non ascolto e all’esclusione della donna dai luoghi di potere e di cultura.

Il laboratorio teatrale, ancora in corso, vede il coinvolgimento di 17 donne di tutto il mondo, di tutte le età, migranti e native, vecchie e nuove cittadine (Barbara Baistrocchi, Pia Bizzi, Valeria Cammarata, Christabel Eigbehi, Olivia Carmona Hernandez, Sandra Correia, Polina Grusca, Alida Guatri, Klaudia Hoxha, Angela Marchetti, Rosette Mutesi, Teresa Portesani, Fatima Rjaibia, Simona Spaggiari, Daniela Stratulat, Chidinma Sylvestar, Martina Zarlenga) che daranno, con le loro differenze e l’alterità delle loro voci, una visione più ampia del tema e una indicazione per il cambiamento e l’incontro.

A settembre due conversazioni filosofiche, curate da Angela Marchetti, docente di storia e filosofia al Liceo Scientifico Bertolucci di Parma, una aperta alla città l’8 settembre alle ore 18.30 in un giardino privato in Borgo Tanzi a Parma (con prenotazione obbligatoria via e-mail a vagamonde@libero.it; per info cell. 349 1793712 - fino esaurimento posti disponibili) ed una dedicata ai giovani studenti del Liceo Albertina Sanvitale.

La filosofia, attraverso le voci dei suoi sapienti, ci viene in soccorso con parole e pensieri che aiutano a pensare la vita, ad aprirla ad una dimensione più universale e decentrata, che permette di concedersi la libertà di cambiare prospettiva. Nelle conversazioni si potrà scoprire come la consapevolezza e le nuove comprensioni possano modificare il nostro punto di vista e migliorare il nostro vivere.

Ad ottobre lo spettacolo, che si ispira all’aria del “Rigoletto” di Giuseppe Verdi La donna è mobile in cui il Duca di Mantova canta il suo disprezzo per le donne (“La donna è mobile qual piuma al vento muta d'accento e di pensiero”), sintesi estrema di un certo pensare al maschile, vedrà in scena le donne coinvolte nel laboratorio. Un teatro fatto con le persone, una drammaturgia piena di silenzi, ricca di sensazioni e di suoni evocativi, resi comprensibili da poche parole espresse con precisione musicale, per denunciare una società chiusa in se stessa, costruita intorno a strutture codificate al maschile.


Festina Lente Teatro e Vagamonde, presenze ormai fisse nella programmazione di Verdi OFF, negli anni hanno realizzato creazioni ispirate ad opere verdiane rielaborate drammaturgicamente a partire dai temi del viaggio, della migrazione, dell’accoglienza e dei diritti civili (Aide. Canti migranti, 2018, Il rifugio della sabbia. Intime nostalgie dal Nabucco, 2019, Io non ho posto, 2020, StraOrdinarie, 2021). La loro esperienza, ormai ventennale nel condurre percorsi teatrali rivolti alle donne migranti e native, le ha rese promotrici di progetti inclusivi che portano in sè nuove visioni e azioni tese a sensibilizzare e a favorire il consolidamento e la consapevolezza di una comunità più aperta e viva.

Progetti che ruotano attorno all’idea di un Teatro Responsabile, che consente di approfondire e comunicare contenuti legati alle tematiche di genere e migratorie, in questi anni, centinaia di donne si sono incontrate, parlate e ascoltate, convogliando in progetti comuni diverse culture ed esperienze. È nato un sodalizio fra competenze diverse, artistiche e organizzative, che ha permesso la costruzione di opere teatrali rivolte alla città, in spazi insoliti ma frequentati e raggiungibili da più persone per far arrivare riflessioni, pensieri e valori lontani dagli stereotipi.



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