Domenica 24 maggio ore 18.30
piazzale San Lorenzo, Parma
Festina Lente Teatro e Vagamonde
PAROLE DI TRANSIZIONE
TEATRO E DONNE IN MOVIMENTO
a cura di Pia Bizzi e Andreina Garella
Nuova Editrice Berti, 2026
IL RACCONTO DI UN’ESPERIENZA TEATRALE NATA A PARMA NEL 2003
CHE HA DATO VOCE A CENTINAIA DI DONNE DI TUTTO IL MONDO
Il racconto di un’esperienza teatrale che ha dato voce a centinaia di donne di tutto il mondo e di tutte le età, che ha sollevato e condiviso parole e temi delicati, complessi, intimi e profondamente umani. Parole che non restano sulla pagina, ma diventano voce, gesto e presenza scenica. Parole di transizione. Teatro e donne in movimento il libro di Festina Lente Teatro e Vagamonde, a cura di Pia Bizzi e Andreina Garella, edito dalla Nuova Editrice Berti, sarà presentato, con ingresso libero, domenica 24 maggio alle ore 18.30 in piazzale San Lorenzo.
Il volume racconta l’esperienza teatrale nata a Parma nel 2003 dalla collaborazione fra Festina Lente Teatro, compagnia teatrale, e Vagamonde, associazione in larga parte composta da donne di tutto il mondo, migranti e native, che, partendo dagli spettacoli teatrali realizzati negli anni, ha trattato il tema della migrazione come esperienza umana che inevitabilmente ci coinvolge. Attraverso progetti nati attorno all’idea di un Teatro Responsabile, in questi anni, centinaia di donne si sono incontrate, parlate e ascoltate. È nato un sodalizio fra competenze diverse, artistiche e organizzative, che ha permesso la costruzione di opere teatrali rivolte alla città, in spazi insoliti ma frequentati e raggiungibili da più persone per far arrivare riflessioni, pensieri e valori lontani dagli stereotipi.
«Ventitré anni di ricerca, scoperta, trasformazione – scrivono - Un’esperienza che di anno in anno si è rinnovata. Un’urgenza che ha trovato parola nelle nostre voci e nei nostri corpi per trattare con la poetica del rispetto e della delicatezza l’esclusione, il dolore, la speranza e i sogni. Abbiamo intuito che per noi fare teatro insieme poteva essere uno strumento potente per fare attivismo: la possibilità di intercettare un pubblico che non sempre è in grado di percepire i propri privilegi e nel contempo mettere in luce il valore delle minoranze che vivono ai limiti della comunità in cui viviamo».
Organizzato in 23 parole che si fanno destino e 23 immagini che si fanno specchio e memoria, il volume ricostruisce un’ipotetica mappa da usare liberamente, per perdersi e ritrovarsi e trasformare la paura e la diffidenza in curiosità e conoscenza, nella speranza di rivendicare e proteggere la dignità di un’umanità spersa, coltivando l’arte del vivere insieme, nella difesa di tutti i diritti. Il racconto di un tempo intenso in cui il teatro ha dato voce a storie di dignità, soggettività femminile, complessa e molteplice, autodeterminazione, coraggio, migrazione come esperienza di profonda trasformazione e come condizione sospesa, fatta di infinite attese in un Paese che esclude chi cerca asilo o una seconda possibilità.
Parole come ascolto, bellezza, confini, coraggio, desiderio, dettagli, diritti, diversità, fiducia, insieme, invenzione, invisibili, memoria, movimento, muri, paura, politica, potere, responsabilità, scorie, spazi, tempo, viaggio, compongono un alfabetico teatrale, poetico, e umano, dall’andatura irregolare, in cui «ogni parola è una zattera per riattraversare la nostra storia, dove il teatro è diventato il luogo del possibile per poter immaginare un futuro. Un futuro in cui nuove identità possano essere riconosciute, come parti integranti della comunità in cui viviamo. Una comunità transculturale in cui la bellezza sia un diritto per tutte le persone».
Pia Bizzi ha lavorato come educatrice-pedagogista nel settore educativo della prima infanzia a Parma. Dal 2012 fa parte di Vagamonde e collabora attivamente a tutti i progetti dell’associazione, in particolare quelli teatrali.
Andreina Garella inizia a fare teatro a Trieste alla fine degli anni ’70, nell’ex ospedale psichiatrico e in quel luogo trasformato da Basaglia in uno spazio d’innovazione e cambiamento, fonda la sua prima compagnia. Questa esperienza segna tutta la sua ricerca artistica. Nel 1997 contribuisce a fondare a Parma Festina Lente Teatro, di cui cura ideazione e regia di tutti gli spettacoli.
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